7 regole SEO per la scrittura di articoli

Fare carriera nel digitale | 25 Ott 2023

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Cos’è la SEO?

Dare vita ad articoli efficaci e capaci di posizionarsi correttamente su Google comporta conoscere e saper usare la SEO. Nota anche come Search Engine Optimization, questa raggruppa tutte le strategie e tecniche utili a far posizionare correttamente il proprio sito web nelle SERP dei motori di ricerca. Con una giusta SEO è quindi possibile dare la giusta visibilità al proprio brand, servizio o prodotto online ogni qualvolta un utente digiti una specifica query, una chiave di ricerca. Risulta chiaro che l’attività di ottimizzazione di un contenuto non si può limitare al solo writing ma deve necessariamente passare per una serie di regole.

Il lavoro del SEO Copywriter

Fare SEO vuol dire seguire delle precise procedure, tutte utili al posizionamento all’interno dei motori di ricerca. Per fare questo esiste una figura professionale apposita: il SEO Copywriter. Questi non solo si occupa della parte di editing vero e proprio del testo, ma anche di applicare tutte le tecniche SEO necessarie per farsi notare dagli utenti in target.

Il lavoro del SEO Copywriter ha, quindi, un duplice obiettivo:

  • ottimizzare i contenuti per Google;
  • ottimizzare i contenuti per gli utenti interessati.

7 regole SEO per scrivere un testo ottimizzato 

Definito cos’è la SEO e l’importante ruolo del SEO Copywriter, è possibile entrare nel merito della stesura dei contenuti. Come si può ottimizzare un testo? Quali caratteristiche deve avere per guadagnare posizioni all’interno della SERP di Google? 

A seguire 7 fondamentali regole SEO.  

1. Studiare le keyword primarie e secondarie

Come prima cosa è bene partire dalla ricerca delle parole chiave. Le keyword sono lo strumento più importante per far arrivare il proprio contenuto all’utente. Queste, a loro volta, devono essere scelte studiando attentamente una serie di dati: 

  • il volume di ricerca; 
  • il tasso di concorrenza; 
  • le ricerche restituite da Google; 
  • il search intent dell’utente. 

I tool per studiare le keyword ad oggi sono diversi. È possibile sfruttare il Keyword Planner di Google, Google Trend ma anche SEOZoomSemrush o Wordtracker

2. Pianificare la struttura del tuo testo 

Una volta definite le keyword primarie e secondarie, aver studiato come poterle utilizzare e in che misura, è possibile passare alla definizione della struttura del testo. Questa supporta gli utenti ad orientarsi durante la lettura e, soprattutto, aiuta Google a capire di cosa si sta parlando. 

Il contenuto è bene sia ordinato, con una suddivisione degli argomenti dal più importante al meno, quasi fosse una piramide. Le informazioni dovranno quindi essere suddivise per: 

  • principali; 
  • importanti; 
  • secondarie; 
  • extra. 

Definita la propria piramide testuale è possibile passare alla divisione dell’articolo in paragrafi e sottoparagrafi.  

3. Formattare il testo con H1, H2 e H3

La terza regola da seguire per ottimizzare correttamente in ottica SEO è la formattazione. Qualunque utente, dopo aver cercato un prodotto o servizio su Google, vede come prima cosa il titolo della pagina, l’H1. Questo deve presentare alcune caratteristiche: 

  • non superare i 55-60 caratteri di lunghezza; 
  • includere le parole chiave primarie e secondarie possibilmente all’inizio della frase;
  • racchiudere sinteticamente il contenuto del testo; 
  • non contenere troppe kw, in quanto Google potrebbe interpretarlo come keyword stuffing; 
  • essere di facile comprensione. 

Regole simili possono essere applicate per la creazione dei sottotitoli, gli H2, H3 e così via procedendo sempre per ordine tematico di importanza

4. Creare contenuti unici e interessanti

Sul web esistono centinaia di migliaia di contenuti più o meno interessanti. L’obiettivo di ogni SEO Specialist è dar vita ad un testo in targetinteressante ed unico. Questo non deve essere necessariamente lungo, sebbene la lunghezza consigliata è di 1500/2000 parole, ma deve invece essere ricco di contenuti. Esistono, infatti, diversi testi brevi che riescono a posizionarsi bene in SERP anche se non presentano un numero elevato di parole. Il consiglio è comunque quello di non scendere al di sotto delle 600 parole e soprattutto di scrivere periodi non troppo lunghi (massimo 2 righe per periodo).

Diventa quindi scontato chiedersi: come capire se i testi creati sono realmente coinvolgenti e persuasivi per i propri utenti e per Google? Tre sono gli aspetti da considerare:

  • il Click Through Rate: la percentuale di click sul link. Se questa è bassa il contenuto è di scarsa qualità e le keyword utilizzate non adatte al proprio target;
  • il Bounce Rate: la frequenza di rimbalzo. Se questo è elevato vuol dire che troppi utenti hanno abbandonato il sito web dopo aver visualizzato una sola page;
  • il Time on-page: il tempo di permanenza sulla pagina. Se questo è elevato il testo è scritto correttamente.

Da questi tre aspetti possiamo quindi concludere che un fattore di ranking molto importante per Google è quello di soddisfare il lettore finale. Dare vita ad un articolo seo oriented ma poco utile per gli utenti che lo cercano non è assolutamente una strategia vincente.

5. Ottimizzazione SEO anche per le immagini

Le immagini giocano un ruolo fondamentale in qualunque testo. L’utente medio ama vedere infografiche e pic colorate tra un contenuto e l’altro. Queste servono a rendere la lettura più scorrevole e, soprattutto, più semplice per il lettore. Ecco perché è bene ottimizzare anche le immagini presenti in un articolo di un blog o in una pagina interna.

Tre sono le cose che devono essere fatte alle immagini:

  • ridimensionarle in base alla grandezza della pagina;
  • rinominarle con la keyword primaria del proprio testo;
  • scrivere il titolo ed il testo alternativo una volta caricate sul CMS.
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6. Fare link building 

Per quanto non possa sembrare, l’inserimento di link interni o esterni all’interno dei propri blog è una delle strategie più efficaci per risultare credibili agli occhi di Google. Fare link building, infatti, significa mettere in relazione alcuni articoli, ma anche pagine e siti web attraverso, per l’appunto, un semplice link. 

Fare riferimenti ad altri contenuti all’interno del propri, favorisce il traffico interno, motivo per il quale è bene non linkare qualunque tipo di sito o pagina. Anche in questo caso, bisogna fare una cernita e selezionare portali di qualità o fonti autorevoli ed ufficiali, in alternativa non si riuscirà ad avere il risultato sperato. 

7. Condividere sui Social Media

Ultima delle 7 regole SEO per ottimizzare i propri articoli non riguarda la scrittura, ergo una tecnica, bensì un semplice consiglio. Dare vita a contenuti con il giusto numero di parole, con keyword mirate, formattati e ricchi di link interni è solo una parte del lavoro. Per completare il processo e fare in modo che il proprio contenuto vada oltre il solo sito web è opportuno ri-postarlo sui Social Media. 

Facebook, Instagram, Linkedin e Twitter sono tutte valide soluzioni per pubblicizzare in maniera totalmente gratuita quanto già scritto sul blog. Basta un piccolo abstract, un’introduzione o una CTA (Call To Action) per far sapere a tutti che un nuovo testo è stato pubblicato e deve essere letto. Unica nota che è bene ricordare nel momento in cui si sceglie di ri-condividere uno specifico contenuto sui social è il link: pubblicare sempre inserendo il collegamento diretto al blog post. 

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Arturo Giampieri

Arturo Giampieri

SEO Specialist, appassionato di tecnologia, marketing e cucina.

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