PERCHÉ IL MINDSET NON È DIGITAL

by Barbara Galiazzo

Scopri un nuovo Framework attraverso cui allenare il tuo Mindset al cambiamento

Qualche tempo fa vi ho raccontato un fenomeno che il Team Lacerba sta studiando da un anno ormai: la Digital Transformation e il suo “lato umano” e culturale (questo il link dell’articolo precedente se te lo sei perso). La Digital Transformation di per sé non è certo una novità, ma abbiamo voluto comunque ragionarci per capire come la stanno vivendo, al di là della comunicazione di facciata, le aziende con cui lavoriamo.

Bisogna prima individuare il problema alla base

Un aspetto che ci è stato subito chiaro è come questo fenomeno non stia impattando solo il lavoro delle persone, ma anche il loro modo di vivere al di fuori dell’azienda. Il confine tra interno ed esterno le organizzazioni in cui lavoriamo è diventato sempre più sfumato e così, mentre le routine giornaliere si accavallano, molti corrono verso lo scopo comune di “stare al passo”. Per questo pochi si rendono conto di quanto sarebbe più saggio focalizzarsi su meno obiettivi per riuscire a mantenere sempre uno sguardo attivo e curioso al futuro, piuttosto che rincorrere il presente.

Noi questo lo notiamo spesso, assistendo e indirizzando tanti studenti che hanno sì fame di imparare nuove competenze, ma lo fanno senza una reale comprensione del perché queste skills possano essere fondamentali per il loro sviluppo personale. Senza un Perché chiaro, come in tutte le decisioni che prendiamo durante la vita, è difficile rendere effettiva la nostra crescita nel medio periodo. Se di per sé questa fame è positiva, è quindi altrettanto evidente il bisogno di modificare l’approccio con cui cerchiamo di “saziarla”.

Dovremmo diventare capaci di applicare il cosiddetto “Golden Cricle” di Simon Sinek anche all’apprendimento, ovvero applicare il ciclo: Perché – Come – Cosa. Invece del contrario, come molti fanno: come – perché, con tutti i limiti del caso.

il mindset per affrontare il cambiamento
Lo schema del Golden Circle di Sinek

E questo non ha nulla a che vedere con la tecnologia, ma solo con il nostro “mindset”, che non è né analogico né digitale, ma è dinamico e va compreso per imparare a guardare al futuro, a plasmarlo. Quindi mettiamo per ora da parte il digital, che in fin dei conti è solo un mezzo, e concentriamoci sul nostro mindset per capire perché è così importante, soprattutto in questa fase storica.

Perché è importante parlare di Mindset? E perché è così difficile comprenderlo?

Il Mindset è un altro di quei mantra che girano nelle organizzazioni, ma a cui dare veramente un senso univoco risulta spesso complesso. A dir la verità anche noi abbiamo speso parecchie ore di brainstorming e studio prima di arrivare a un punto di vista comune. Partiamo quindi dall’inquadrarne le caratteristiche di base.

Il mindset è il ponte tra la nostra sfera cognitiva e quella comportamentale. In poche parole, è ciò che collega quello che sappiamo, le nostre competenze (la parte cognitiva) a come le applichiamo nei confronti del mondo esterno (la parte comportamentale). Agire sul mindset significa quindi andare ad agire sul modo di comportarci, di attivare le nostre competenze, di fronteggiare le diverse situazioni (come il reagire alla trasformazione digitale, ad esempio, ma anche più semplicemente come il risolvere un problema sul lavoro).

Non è però semplice formare nel tempo “un giusto mindset”. Non esiste infatti un modo di comportarci che risulterà corretto in ogni situazione, come non ne esiste uno sempre e solamente sbagliato, uno totalmente buono o totalmente cattivo. E di conseguenza non esiste un mindset univoco, specialmente in un mondo che, come dicevamo prima, cambia continuamente.

E quindi? Cosa fare in questo “moto perpetuo” fatto di cambiamento continuo?

La risposta ci è sembrata chiara nel momento in cui abbiamo ribaltato la prospettiva comune: non dobbiamo insegnare un nuovo mindset, ma dobbiamo insegnare come allenare il proprio mindset al cambiamento.

La differenza è sostanziale. In un contesto così mutevole la migliore strategia da percorrere non è quella di adattarsi allo scenario del momento, ma piuttosto quella di allenare più in generale le nostra capacità di problem solving, di adattamento, di flessibilità ai nuovi scenari. Se vogliamo iniziare a correre, invece di rincorrere, dobbiamo essere parte del cambiamento, avere un mindset altrettanto mutevole e plasmabile.

Ora, essendo di per sè il mindset un concetto complesso, complesso è anche il suo modo di de-formarsi in modo “plastico” per ri-formarsi continuamente. Per questo abbiamo costruito un framework che, scomponendo la trasformazione in tutti i suoi pezzi, ci aiuti a inquadrare un vero e proprio allenamento, un percorso, composto sia da concetti utili ad alimentare la parte cognitiva del mindset, sia di strumenti, esercizi e casi pratici, per comprendere come applicare nel concreto quanto appreso.

Un percorso che abbiamo costruito in modalità “Hacking”, parola spesso usata nel mondo startup e che ora come non mai ci sembra adatta a descrivere la strategia da seguire: una strategia incentrata, come nel coding, sul riprogrammare continuamente quanto sviluppato, alla ricerca di soluzioni più efficienti.

Questa volta però lo faremo per imparare come riprogrammare velocemente e costantemente il nostro codice mentale, per renderlo migliore e adattivo.

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il Mindset

I cicli iterativi si pongono alla base dell’innovazione

Ogni volta che ci troviamo di fronte ad un cambiamento e ad una situazione nuova, che sia questo relativo al digitale o meno, abbiamo sempre a che fare con questi aspetti del mindset, guidati dalla componente cognitiva o comportamentale:

  • Differenziazione: ampliamento della nostra conoscenza, che ci consente di avere gli elementi per comprendere il nuovo.
  • Integrazione della nuova conoscenza appresa nei nostri comportamenti quotidiani, nelle nostre scelte e applicazione concreta della conoscenza, anche dopo aver acquisito senso critico e consapevolezza.
  • Accettazione / rifiuto dei nuovi comportamenti e conoscenze apprese.

Scomporre questi aspetti ci ha consentito di costruire un framework che potesse andare ad allenare e rispondere ai meccanismi di risposta del mindset.

Il Manifesto del percorso della Mind-Hacking Academy

Quando abbiamo iniziato a ragionare sul percorso insieme a Valentina De Matteo, strategic designer e coordinatrice del percorso, siamo partiti da alcuni principi “identitari” che ci hanno guidato nella definizione del suo proposito e delle modalità di trasferimento di conoscenze, pratiche e metodi più efficaci al raggiungimento dell’obiettivo di allenamento e programmazione continua del nostro mindset. Questi sono i punti chiave su cui abbiamo fondato il nostro lavoro:

  • Crediamo che non esista un mindset analogico e uno digitale. Crediamo esista un mindset e non sia mai definitivo. Non essendo definitivo, possiamo allenarlo a cambiare velocemente, a rispondere proattivamente ai cambiamenti in corso e che verranno. 
  • Allenare il mindset in modalità “Hacking”, significa sviluppare la capacità di far uso di creatività e immaginazione in qualunque situazione, e in particolare nella soluzione di un problema e di una situazione di cambiamento e novità.
  • Il Mindset come leva della trasformazione e dell’innovazione. Il nostro è un percorso pensato per allenare il mindset a innovare a 360°, dentro e fuori dall’azienda, e quindi a rispondere non solo alla trasformazione digitale, ma a tutte le trasformazioni che verranno. Lavorare sul mindset significa lavorare sulla differenza tra il dire e il fare innovazione, tra essere spettatori e anticipatori del cambiamento. Essere allenati ad interpretare la trasformazione ci permette di capire quando questa rappresenti una reale opportunità, e quindi quando e quanto investire in essa per generare innovazioni sostenibili e positive per il nostro ecosistema.
  • La Mind-Hacking Academy è un percorso pensato per noi e per chi ci sta attorno. L’Academy è un percorso trasversale, creativo ed efficace, pensato per tutti e con un grande potere di influenzare positivamente e fertilizzare l’ambiente che ci circonda, il nostro Team e la nostra realtà lavorativa..

Qualche spoiler sull’Academy

Il Framework che abbiamo costruito e che fa da base all’academy si poggia su quattro elementi/esigenze che definiscono la bussola della trasformazione, intesa come innovazione.

Le variabili del Framework
  • Competenze: Come valutare lo «skill capital» mio, del mio team e della mia organizzazione? Quali competenze esistenti irrobustire e come far emergere quelle potenziali?
  • Comportamenti: Come preparare se stessi, il proprio team e la propria organizzazione a imparare ad imparare e trasformarsi costantemente?
  • Strumenti: Quali strumenti – non solo digitali – mettere in campo per superare e anticipare le prove del cambiamento?
  • Organizzazione: Come uscire dalle forme organizzative tradizionali per scegliere assetti più agili, responsivi, adattivi e funzionali agli obiettivi?

Dall’incrocio di questi 4 elementi, ne derivano i quattro moduli della Mind-Hacking Academy che rispondono a domande diverse:

Il Framework Lacerba, così come appare anche sul nostro sito.
  • C2 (Creativity x Collaboration) Mindset : Come allenare il processo di creatività e innovazione e renderlo sistemico all’interno di del mio Team / della mia organizzazione?
  • Adaptive Mindset: Come allenarsi al cambiamento organizzativo continuo? Come riconoscere il proprio modello e imparare a innovarlo in maniera efficace?
  • Abundance Mindset: Come farsi promotore di innovazione guardando al di fuori dalla propria zona di confort e fertilizzare positivamente il proprio ambiente di lavoro?
  • Design Mindset: Come rendere sistemico il processo di innovazione nei processi di creazione interni e per la creazione di valore per i propri clienti?

Andremo via via a svelare come si componga il programma di allenamento di ognuno di questi quattro quadranti, che puoi già esplorare alla pagina della Mind Hacking Academy. Per approfondire ulteriormente ti consiglio anche di vedere il webinar di presentazione dell’Academy che abbiamo fatto insieme alla coordinatrice del corso: Valentina De Matteo.

Ma prima di lasciarti, vorrei porti una domanda: in quale di questi aspetti ti senti meno pronto al cambiamento? Dove ti senti in forma, e dove invece sei fuori allenamento? Fammelo sapere con un commento sotto questo articolo!

To be continued…

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