Design Thinking cos’è e a cosa serve

by Arturo Giampieri

Design thinking cos’è? In questo articolo vedremo cos’è il Design Thinking e come la rivoluzione digitale ha influenzato i modelli gestionali e produttivi con evidenti ripercussioni sulle attività economiche di tutto il mondo. La gestione del cambiamento richiede necessariamente l’adozione di una nuova prospettiva strategica. Il Design Thinking è la metodologia concepita per affrontare le difficoltà e risolvere i quesiti più complessi. Mescola il pensiero intuitivo con delle applicazioni pratiche e viene utilizzato in numerosi ambiti aziendali. 

Ideato nel 2000 in California, presso l’Università di Stanford, adesso viene sfruttato dalle imprese per prendere delle decisioni. L’obiettivo di questo nuovo paradigma è il superamento degli schemi inefficaci e ormai obsoleti. Incoraggia, in pratica, la scelta di nuove soluzioni con un processo di analisi e ricerca molto più stimolante rispetto al passato. L’apprendimento costante deve stimolare la sperimentazione e incoraggiare la pianificazione di nuove strategie di business. In questo articolo scopriremo, pertanto, cos’è, come funziona e a cosa serve.

Cos’è e quali sono le caratteristiche principali del Design Thinking?

Una metodologia gestionale elaborata per migliorare i processi decisionali. Viene utilizzata nelle realtà aziendali per trovare soluzioni alternative e nuove opportunità di business. Mescola il pensiero creativo con un approccio scientifico per rinforzare la capacità di risoluzione dei problemi. Il mix di tecniche costituisce l’ossatura principale di questo modello strategico in grado di sollecitare tutti i reparti aziendali.

Il Design thinking fornisce gli strumenti, cognitivi e pratici, per risolvere le difficoltà in maniera creativa. Per questo pone al centro del paradigma l’individuo e la sua sagacia. La metodologia è nata proprio per identificare quei processi cognitivi che devono mettersi in moto quando servono nuove idee per un progetto. Questa particolare tipologia di approccio viene utilizzata, in pratica, per supportare il lavoro dei dipendenti a qualsiasi livello dell’organigramma aziendale. Le sfide contemporanee richiedono, infatti, una notevole elasticità di pensiero che gli schemi tradizionali non prevedono.

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I principi fondamentali del Design thinking

Questo modello innovativo può essere compreso analizzando i suoi elementi principali. Vediamo nel dettaglio quali sono e quale ruolo svolgono: 

  • Creatività: l’estro è una componente essenziale di tutto il processo perché funge da leva per la ricerca di soluzioni e nuove opportunità.
  • User contribution: gli utenti e i loro bisogni sono al centro di tutta la metodologia. Forniscono, infatti, un prezioso contributo per la pianificazione delle strategie imprenditoriali.
  • Prototipazione: la fase progettuale deve culminare nella realizzazione di un prototipo. L’immaginazione viene sfruttata per creare un modello tridimensionale che viene utilizzato da appositi macchinari per la produzione di un oggetto concreto.
  • Diversificazione dei team: un gruppo eterogeneo fornisce un contributo superiore rispetto ad uno staff omogeneo. Competenze differenti sono necessarie per trovare le idee e identificare le esigenze dei consumatori.
  • Sperimentazione: la ricerca è un processo continuo composto dalle fasi di indagine, valutazione ed esecuzione.

Interpretazioni e modelli di business

Il Design thinking impiega anche degli schemi prestabiliti per la risoluzione degli inconvenienti e l’individuazione di nuove possibilità. I modelli operativi utilizzati per questi obiettivi sono:

  • Innovation of meaning: ridefinizione della vision e dei valori aziendali.
  • Creative problem solving: comprensione dei problemi dell’utente e formulazione delle soluzioni migliori.
  • Lean thinking: programmazione suddivisa in step per eliminare gli sprechi e le ridondanze inutili.
  • Metodologia Agile: valorizzazione del lavoro svolto dai team assegnati al progetto.
  • Creative confidence: condivisione dei principi del Design thinking all’interno dell’impresa.
  • Sprint execution: realizzazione e verifica di nuovi prodotti da lanciare sul mercato.
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Come funziona e come si applica il Design Thinking

Lo scopo principale di questa metodologia è l’identificazione di soluzioni alternative che siano in grado di soddisfare dei requisiti essenziali:

  • Fattibilità 
  • Sostenibilità
  • Gradimento

Il progetto viene elaborato e seguito da un team diretto da un project leader. L’analisi coinvolge numerosi attori e spesso richiede il supporto anche di professionisti esterni. Per ottenere un risultato tangibile si devono compiere i seguenti step:

  • Empathize: stabilire un legame col target di riferimento. Si devono comprendere i desideri che motivano i consumatori per utilizzare a proprio vantaggio il comportamento emotivo. La raccolta di informazioni è fondamentale per isolare i dati validi da quelli inutili.
  • Define: definizione dei bisogni e delle necessità degli utenti. I dettagli raccolti vengono utilizzati per individuare i problemi che coinvolgono i clienti.
  • Ideate: brainstorming e ricerca delle soluzioni. In questa fase si sfrutta la creatività per raccogliere il maggior numero possibile di spunti e idee. Il team deve confrontarsi numerose volte e per velocizzare il processo si possono adottare delle tecniche di mind-mapping.
  • Prototype: realizzazione di una versione più piccola del prodotto progettato. Le linee guida vengono impiegate per creare un prototipo e controllare la presenza di eventuali difetti non riscontrati in precedenza.
  • Test: verifica, collaudo del manufatto e raccolta dei feedback forniti dagli utenti. Questo passaggio non rappresenta sempre il termine naturale di queste attività. I risultati negativi, infatti, richiedono una rivalutazione di tutto il materiale elaborato nelle fasi preliminari.

Gli ambiti di utilizzo e gli impieghi più comuni

Il Desing Thinking può essere utilizzato per numerosi scopi e per questo viene adoperato in diversi contesti produttivi. I principali settori che beneficiano di questa risorsa sono:

  • Creazione e lancio di una startup
  • Formazione del personale
  • Consulenza aziendale
  • Progettazione di beni e servizi originali


La metodologia viene applicata per risolvere problemi organizzativi, produttivi e strategici. Può essere utilizzata da tutte le imprese che desiderano potenziare le performance, migliorare la competitività e arricchire la proposta commerciale. Qualsiasi tipologia di società può avvalersi del sostegno di questo approccio innovativo. Non contano le dimensioni e anche i piccoli imprenditori possono rinnovare la propria attività per proporre nuovi prodotti alla propria clientela. 

Vantaggi e benefici del Design Thinking

Una decisione errata può avere pesanti ripercussioni su tutta l’attività e, per questo motivo, le imprese valutano con attenzione ogni passo da compiere prima di proporre un nuovo prodotto o un nuovo servizio sul mercato. Il contributo principale fornito dal Design thinking emerge proprio in queste fasi cruciali: sostenere la scelta delle iniziative migliori per ottenere un risultato concreto nel periodo prestabilito. Al tempo stesso incoraggia la collaborazione tra diversi reparti della stessa società per convogliare il maggior numero di risorse verso un particolare problema. In questo modo si riducono i costi e si ottimizzano numerosi processi aziendali, ma soprattutto si creano delle basi per la gestione dell’innovazione. 

Questa metodologia non segue un andamento lineare perché ogni nuova intuizione comporta la revisione di tutto il progetto. La flessibilità è necessaria per limitare gli effetti indesiderati della rivoluzione digitale. Lo scopo finale è la riduzione drastica di tutti i rischi connessi ad un nuovo progetto. I benefici per le imprese sono notevoli e possono essere qui riassunti:

  • Espandere il potenziale aziendale
  • Conquistare un vantaggio determinante sulla concorrenza
  • Potenziare le risorse umane
  • Scoprire nuove opportunità commerciali
  • Creare una piattaforma teorica per gestire il cambiamento

Conclusione

Concepire idee innovative per trovare soluzioni ai problemi più complessi migliora tutto il ciclo produttivo. Il Design thinking stimola lo sviluppo di un sistema collaborativo per limitare gli inconvenienti che possono colpire qualsiasi attività imprenditoriale. La comprensione delle necessità che spingono i consumatori a compiere una determinata azione fornisce tutto il materiale indispensabile per la formulazione di una strategia progettuale. In un contesto digitalizzato la creazione di valore richiede un cambio di prospettiva e l’adozione di un nuovo modello interpretativo.

L’elasticità e la creatività sono fondamentali per gestire gli effetti del cambiamento. L’approccio deve integrare la tecnologia informatica per semplificare la ricerca di nuove possibilità commerciali. La digital transformation richiede strumenti più efficienti e le imprese devono adeguarsi al mutamento per sopravvivere in questo nuovo ambiente. Ecco perché una metodologia come il Design Thinking raccoglie ampi consensi tra quei settori maggiormente coinvolti dalla trasformazione. Le aziende non possiedono uno spirito di adattamento innato e, per questo, devono cercare dei modelli alternativi per fronteggiare le difficoltà.

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