Come creare un brand da zero con solo un’idea

by Arturo Giampieri

Nella vita di un professionista che si occupa di marketing può capitare la richiesta di un cliente che voglia creare un brand da zero. Un’operazione complessa e che richiede attenzione, creatività e competenze giuste, ma sicuramente non impossibile. Tuttavia, la difficoltà nel creare un brand da zero è legata sia a saper individuare le caratteristiche giuste che possono renderlo un successo, sia alla capacità di far si che il marchio possa resistere alla concorrenza nel lungo periodo.

É proprio qui, infatti, che si distinguono e capacità di un professionista che non ha lasciato nulla al caso e che è riuscito a creare una strategia di crescita efficace. Inutile dire, infatti, che non s tratta di qualcosa che si può improvvisare: creare un brand richiede conoscenze e competenze specifiche e una buona dose d’inventiva. 

Ecco qualche suggerimento e quali sono gli step per creare un brand da zero e avere successo.

creare un brand da zero

Che cos’è un brand

Dietro un brand non c’è solo un’attività di naming e un logo studiato nei mini dettagli per esprimere i valori aziendali. Infatti, un marchio è molto di più: è qualcosa di riconoscile agli occhi del proprio target, e non solo, e qualcosa che riesce a fare immediatamente la differenza rispetto ai competitor. In pratica, un brand è qualcosa che posiziona l’azienda, un prodotto o un servizio sia nel mercato, sia nella mente dei consumatori.

Ecco perché, per creare un brand da zero, è fondamentale avere le giuste competenze che non si possono acquisire solo da autodidatta o seguendo dei corsi universitari, spesso incentrati sulla teoria e poco sulla pratica, ma è necessario seguire dei corsi di digital marketing tenuti da professionisti che possano trasmettere il loro know how che difficilmente si trova su libri e manuali.  

Creare un brand da zero vuol dire anche saper interagire con il cliente, ascoltare la sua storia, conoscere le sue aspettative e comprendere a pieno i suoi valori per tradurlo in un immagine coerente, accattivante e riconoscibile.

Per capire meglio cosa è un brand, è utile citare la frase di Jeff Bezos“il tuo brand è quello che le altre persone dicono di te quando non sei nella stanza”: infatti, collegato la brand c’è anche la reputazione dell’azienda, la comunicazione dei valori e della mission e una precisa strategia. Creare un brand da zero, ma soprattutto svilupparlo nel tempo non è semplice ed è un processo che si sviluppa a lungo termine. 

Se si tratta di avviare un nuovo business, quindi, creare un brand da zero è necessario ed è un’operazione da fare con attenzione seguendo alcuni step ben precisi. Bisogna individuare che cosa vuole raccontare il brand, come vuole evolversi nel futuro, quali valori vuole comunicare e in che modo deve farlo. 

Gli step per creare un brand da zero che abbia successo

Spesso si pensa che avere un nome accattivante e originale o un logo colorato e stravagante sia tutto ci che ci vuole per catturare l’attenzione dei potenziali consumatori e, invece, dietro la creazione di un brand c’è molto di più. Ecco perché bisogna procedere seguendo degli step ben precisi.

Analizzare competitor e target 

Prima di creare un brand da zero è necessario analizzare il mercato di riferimento, il segmento a cui ci si vuole rivolgere e i competitor. Seguire dei corsi di digital marketing fornirà le competenze necessarie per affrontare questa fase. Si può iniziare a sondare il mercato e i competitor semplicemente facendo una ricerca su Google inerente ai prodotti o servizi simili al propri, analizzando come si comportano i concorrenti diretti e indiretti. 

Ad esempio, dare uno sguardo alle conversazioni su Reddit oai vari social network  permette di capire cosa pensano realmente gli utenti del web, così come leggere le recensioni è un altro modo per comprendere cosa cerca il proprio target. Parlate con le persone che fanno parte del vostro mercato di riferimento e fatevi dire quali brand acquistano.

Inoltre prima di creare un brand da zero può essere utile realizzare una buyer persona. Si tratta di una persona fittizia, quindi, non reale, ovvero un profilo che viene costruito sula base di alcuni dati rilevati al web e che aiutano a delineare quali potrebbero essere i potenziali clienti con tanto di caratteristiche ed esigenze. Solitamente, si creano le buyer persona utilizzando sondaggi, analizzano il comportamento delle persone sui social network o attraverso l’analisi dei dati e ciò aiuta a realizzare un’offerta di prodotti, servizi e contenuti più mirati e specifici.

Dare una personalità al brand 

Un brand potrebbe essere associato alla personalità di un individuo e, infatti, si tende spesso a dare delle caratteristiche ben precise a un marchio. Quando si crea un brand da zero può aiutare, infatti, a pensarlo come una persona e ciò aiuta a definire la fan page sui social media, il tone of voice delle comunicazioni e gli aspetti visivi, come il logo e i colori. 

Ecco perché, prima di realizzare un brand bisognerebbe individuare alcuni aggettivi che lo definiscono, oppure trovare un animale, un oggetto o un concetto che potrebbe racchiudere i valori principali dell’azienda. 

Naming, uno step fondamentale 

Una volta che le caratteristiche del brand sono state definite ed p chiaro cosa e come si vuole comunicare, bisognerà procedere con il naming. Un processo scontato, ma decisamente complesso: si tratta, in pratica, d’individuare il nome con cui sarà conosciuto il proprio marchio. 

Si tratta di un processo che va a evidenziare qual è  l’identità del marchio, che deve coinvolgere il target e che deve suscitare curiosità e trasmettere emozioni. Si tratta di una semplice parole, o al massimo di un paio di termini, che deve essere evocativo, capace di richiamare il settore o i valori dell’azienda. Inoltre, è bene sapere che, una volta individuato, il naming può essere modificato, ma le operazioni di rebranding sono spesso complesse e rischiose. Quando si effettua un’operazione di naming è importante anche pensare nel lungo periodo: infatti il nome aziendale deve essere semplice da ricordare, difficile da confondere con quello dei concorrenti esistenti sul mercato, ma se si pensa di espandere il proprio business, magari offrendo altri prodotti, è bene creare un brand da zero che abbia un nome piuttosto generico. 

creare un brand da zero

Brand identity, di cosa si tratta

Dopo aver definito il nome del brand si arriva alla creazione della brand identity, un concetto complesso che racchiude il naming, il payoff, il logo e i colori del brand, vision, la mission e i valori e la Unique Selling Proposition.

Se si deve creare un brand da zero, quindi, si capisce come questa operazione possa essere complessa. 

Il logo e i colori del brand sono dei fattori fondamentali: infatti, non si tratta solo di un aspetto puramente grafico e fisico, ma sono legati anche alle sensazioni e ai valori che si vogliono comunicare. Senza considerare che, poi, i colori devono essere scelti anche essendo coerenti con ‘immagine aziendale e diversi rispetto ai competitor. 

I colori non possono essere scelti a caso, ma ogni tonalità, secondo la psicologia dei colori, ha un significato preciso: ad esempio, il grigio comunica calma e un senso di neutralità ed è perfetto per brand del settore hi- tech e dell’automotive, mentre il rosso richiama alla mente l’eccitazione e il divertimento, e non a caso è usato da Big come la Coca Cola e Nintendo, mentre il verde è automaticamente collegato all’ambiente e attività sostenibili. 

Bisognerà poi definire anche il pay off, ovvero lo slogan che definisce il brand, il tone of voice, ovvero come viene effettuata la comunicazione verso il target di riferimento che è una caratteristica davvero importante.

Per creare un brand da zero si può prendere ispirazione

Creare un brand da zero non è un’operazione facile e può essere fatta solo se si hanno le giuste competenze e una buona esperienza in questo ambito. Tuttavia, prendere ispirazione dai brand di successo, anche se  , può essere utile per chiarirsi le idee e per capire quali scelte possono essere vincenti. 

Si trovano tantissimi esempi di brand con loghi astratti, di marchi rappresentati da animali o mascotte o di loghi wordmark, ovvero quelli che vengono semplicemente realizzati con font semplici e pochi colori.

Creare un brand da zero non è qualcosa che si può improvvisare: infatti, l’obiettivo non è conquistare il mercato sul breve periodo, ma acquisire vantaggio competitivo e saperlo mantenere nel tempo.  Quasi mai si tratta di un processo che vien effettuato da una sola persona perché realizzare un brand richiede competenze specifiche, dal marketing alla grafica e, quindi, il modo migliore è quello di creare un team di professionisti.

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