Verso un’Organizzazione Adattiva

by Alessandro

Consigli e linee guida per portare in azienda un modello organizzativo Adattivo, con cui rispondere velocemente ad un mercato in costante mutamento.

Introduzione

Le organizzazioni, e le persone che ne fanno parte, si trovano oggi più che mai a doversi adattare a scenari di mercato sempre mutevoli, caratterizzati da trasformazioni continue e nuovi trend da anticipare per poter sopravvivere ed eccellere nel mercato. 

Tuttavia, le forme organizzative e i modelli di lavoro tradizionali risultano sempre più obsoleti e inadatti per abilitare quel processo di adattamento e innovazione continua richiesti oggi dal mercato digitale.

Ma quali sono i nuovi trend organizzativi, i modelli e le forme aziendali che meglio possono rispondere al mercato? E come muovere i primi passi in questa direzione? 

Ne abbiamo parlato con Demetrio Labate e Andrea Fare, fondatori di Leapfrog, società di consulenza organizzativa che accompagna organizzazioni e persone a evolvere verso modelli più produttivi, agili e in linea con i nuovi scenari di mercato. 

In questo articolo troverai alcuni spunti per comprendere meglio quale modello di lavoro si addice alla tua realtà organizzativa o al tuo Team, e poter muovere i primi passi verso nuove forme di organizzazione più funzionali.

Agile vs Adaptive: cosa significa e quali differenze?

Quando si parla di modelli di lavoro innovativi e in linea con i trend del mercato, molto spesso il primo termine a cui si pensa è “AGILE”. Ragionare in maniera agile, lavorare usando processi agili, adottare strumenti di lavoro agili: questo sembra essere oggi il mantra per affrontare i nuovi scenari di mercato all’interno di Team e Organizzazioni. 

Ma quanto spesso questi nuovi modelli ci sono sembrati inefficaci, per adattare la nostra struttura organizzativa alle nuove dinamiche di mercato? 

Questa disillusione e spesso delusione che si crea, trova risposta non tanto nel modello organizzativo in sé, quanto nel modo sbagliato in cui il modello viene adottato da aziende e team di lavoro.

 Il movimento Agile nacque nel 2001 per migliorare i processi di sviluppo e prototipazione di software e prodotti IT. 

Basato su una serie di principi di base costruiti e applicati in primis al mondo IT, tale modello di lavoro è stato poi esteso a funzioni e aziende diverse spesso in maniera inadeguata, senza essere compreso e senza tenere conto delle specificità dei singoli team di lavoro.

Per passare ai modelli di lavoro che meglio rispondono alle evoluzioni di mercato, dobbiamo parlare invece di organizzazioni “ADATTIVE” e comprenderne il nesso con le organizzazioni AGILI.

I modelli di organizzazione del lavoro adattivi si propongono di estendere in maniera corretta i principi del modello agile a tutti i team aziendali, rendendoli facilmente comprensibili e applicabili trasversalmente in azienda, sia a processi produttivi sia a processi e funzioni di staff.

I 4 pilastri su cui si fondano i modelli “adattivi” sono 

  • Percezione diffusa: ognuno in azienda è un “sensore” di ciò che accade all’esterno e all’interno di essa e può farsi promotore e artefice di cambiamento.
  • Generazione continua: l’azienda e le persone in essa hanno nel DNA la volontà di sperimentare e apprendere continuamente, generando innovazione quale linfa vitale per l’organizzazione.
  • Struttura minimale: l’azienda deve disporre delle regole e strutture minimali affinché tutti condividano la leadership e siano in grado di apprendere dalle azioni e dagli errori commessi
  • Autoriflessione: l’azienda, i singoli team e gli individui devono essere in grado in ogni momento di comprendere l’efficacia del proprio lavoro e dei propri risultati.

Questi principi, seppur di alto livello, sono le linee guida fondamentali che devono essere comprese e abbracciate a livello di singolo, team e organizzazione, per intraprendere un reale processo di trasformazione in azienda.

Quali sono i vantaggi di adottare una forma organizzativa “adattiva”?

L‘adozione di nuove forme di lavoro “adattive”, in grado cioè di evolversi con il mercato in maniera organica e sostenibile nel tempo, possono generare molteplici benefici sia sull’azienda sia sui singoli dipendenti, come dimostrato da numerosi casi studio internazionali*.

Per un’organizzazione ad esempio, essere adattivi può portare a:  

  • Processi decisionali più snelli e veloci le organizzazioni adattive superano la gerarchia estrema delle strutture tradizionali, spesso ingessate e dove le decisioni richiedono l’ok di infiniti livelli burocratici. Un’organizzazione adattiva nasce per distribuire l’autonomia decisionale tra i membri, semplificando il modo in cui le decisioni vengono prese e avvicinando idea e azione.
  • Minori costi, senza “rompere la rete” – Un’organizzazione adattiva riduce i costi della burocrazia garantendo maggiore autonomia dei dipendenti e senza rompere il “flusso decisionale”.
  • Rendere lo smart working “naturale” – I modelli adattivi si sposano con le nuove forme di lavoro “intelligenti” perché fanno leva su una maggiore responsabilizzazione e autonomia. 

Ma rendere l’organizzazione adattiva, significa innanzitutto renderla recettiva, “viva” e dinamica, come un organismo in grado di crescere adattandosi alle mutevoli condizioni ambientali. 

Tutto ciò è possibile modificando il ruolo delle persone in azienda, che devono essere sempre più partecipi e responsabili di “intercettare” e indirizzare la vita dell’azienda, a qualunque livello dell’organizzazione.  

Per questo il bisogno di adottare tali modelli di lavoro non nasce sempre per colmare bisogni aziendali e per migliorare l’efficienza produttiva, ma anche per consentire ai dipendenti di modificare il loro modo di vivere l’azienda e la loro motivazione.  

Sul piano personale, ad esempio, adottare un modo di lavorare “adattivo” può portare a:

  • Stimolare una maggior realizzazione professionale – Un’organizzazione adattiva spinge i dipendenti verso uno scopo comune e condiviso da tutti e responsabilizza i singoli in maniera equa per poterlo raggiungere. 
  • Diminuire il carico cognitivo – Un’organizzazione adattiva rende autonome le persone nella presa di decisioni, riducendo i processi burocratici che appesantiscono i processi aziendali.
  • Aumentare il senso di appartenenza all’azienda – Un’organizzazione adattiva rende i dipendenti parte di una filosofia di lavoro comune, dove la leadership è distribuita in maniera equa a seconda delle potenzialità del singolo e dove l’intelligenza collettiva è valorizzata rispetto a quella dei leader tradizionali.

Consigli pratici per muovere i primi passi verso un’organizzazione adattiva

“Ok, voglio iniziare a trasformare la mia azienda verso un modello più adattivo: da dove inizio?”

Come ricordano Demetrio e Andrea nella loro intervista, un team disposto a mettersi in gioco è la chiave per transitare un’azienda verso nuovi modi più efficaci di lavorare. Non sarà un percorso sempre breve e richiederà di sporcarsi le mani. Qui sotto qualche consiglio pratico da tenere a mente nell’intraprendere il percorso!

  • Fai il primo passo – Apri gli occhi verso nuovi modi di lavorare, impara nuove competenze e diffondile tra i tuoi colleghi. Fertilizzare è il primo passo per alimentare il cambiamento!
  • Sperimenta – Indipendentemente dalla dimensione dell’azienda, il miglior approccio è la sperimentazione. Crea un team pilota e adotta strumenti di lavoro, processi e strutture agili e scopri cosa è in grado di fare per la tua organizzazione.
  • Cambia il modo in cui si fanno le riunioni – Inizia a modificare il modo di fare le riunioni. Fare economia di tempo a partire dai momenti collettivi aiuterà a dare avvio ad un processo di efficientamento a tutti i livelli organizzativi del team di lavoro. 
  • Ringrazia gli scettici – Ci sarà sempre qualcuno scettico verso l’adozione di nuovi modelli organizzativi. Sfidare lo scetticismo e tentare di superare gli stereotipi consentirà a tutti di validare insieme un nuovo modo di lavorare. Far convergere problemi e tensioni è un buon modo per generare soluzioni.
  • Apriti alla novità –  Scoprire, osservare e imparare modelli di organizzazione diversi è sicuramente un vantaggio. Esistono aziende con approcci differenti: come lavorano? Hanno successo? Quali difficoltà sperimentano? 

Se desideri approfondire ulteriormente il tema, qui di seguito trovi il video integrale dell’intervista che abbiamo fatto insieme a Demetrio Labate e Andrea Fare.

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Ora che ti abbiamo dato qualche suggerimento per partire a sperimentare nuove forme di lavoro con il tuo Team o la tua organizzazione, ti ricordiamo che su Lacerba trovi il corso “Nuovi modelli di organizzazione del lavoro” tenuto da Demetrio Labate e Andrea Farè, che ti forniranno gli strumenti per iniziare il tuo progetto pilota verso modelli di lavoro adattivi. 

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Altre fonti consigliate:

Reinventare le organizzazioni, Frederic Laloux, 2014 / Holacracy, come superare la gerarchia, Brian J. Robertson, 2018

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