Come iniziare a programmare

by Arturo Giampieri

Tutti possono acquisire delle competenze informatiche per realizzare un sito, una piattaforma ecommerce o un’applicazione per dispositivi mobili. Il processo richiede ovviamente studio, dedizione e applicazione, ma le prospettive per chi acquisisce queste competenze sono notevoli. Per questo in molti si chiedono come iniziare o da dove partire per comprendere le basi della programmazione. Non importa il tipo di progetto che si intende realizzare o le motivazioni che stimolano il conseguimento di nuove conoscenze. Chi nutre un’innata passione per la tecnologia o semplicemente vuole utilizzare il proprio tempo per acquisire nuove informazioni può trovare in questo articolo tutto il necessario per iniziare a programmare. 

Cos’è e a cosa serve la programmazione per il web?

Prima di entrare nel vivo dell’argomento e scoprire quale approccio adottare bisogna chiarire un punto fondamentale. Con il termine programmazione si indicano un’insieme di attività informatiche che riguardano la scrittura di codici e istruzioni per un determinato dispositivo elettronico. Consiste, in pratica, in una serie di tecniche che utilizzano dei linguaggi specifici per la realizzazione e la gestione di un software. Viene applicata in numerosi ambiti e per questo rappresenta una mansione molto richiesta.

La programmazione fornisce una metodologia per la risoluzione dei problemi che si bassa sulla schematizzazione e scomposizione delle incognite. Insegna in pratica a vedere le difficoltà da una prospettiva diversa per trovare delle soluzioni che gli altri non riescono a scorgere. Ecco perché i programmatori sono sempre molto richiesti e riescono a trovare lavoro più facilmente rispetto ad altri profili professionali. Le competenze informatiche vengono arricchite e completate da un orientamento che utilizza i principi della logica per risolvere ogni imprevisto. Apprendere le basi per iniziare a programmare può fornire diversi vantaggi come l’acquisizione di maggiori capacità nei settori: 

  • Problem solving
  • Computational thinking
  • Critical thinking

Inoltre consente a tutti di realizzare il proprio progetto senza il supporto di un esperto. I vantaggi sono numerosi e riguardano soprattutto il mondo del lavoro. La maggior parte delle offerte richiedono delle competenze informatiche e difatti i programmatori sono divenuti indispensabili anche per altri settori come quello editoriale, pubblicitario o economico. Per comprendere la portata del fenomeno basti pensare che perfino nei programmi scolastici sono state inserite delle lezioni dedicate all’apprendimento dei linguaggi di programmazione. Insomma, l’influenza del coding è fin troppo evidente e per questo in molti si chiedono come ottenere una discreta formazione in poco tempo senza spendere una fortuna.

come iniziare a programmare

Come iniziare a programmare partendo da zero?

Per apprendere le basi dell’informatica si devono innanzitutto prendere in considerazione una serie di parametri. Non è semplice infatti delineare un percorso didattico generale che sia in grado di fornire lo stesso bagaglio conoscitivo di un corso universitario. Un percorso accademico è senza alcun dubbio molto più completo, ma per iniziare a programmare si possono sfruttare anche dei metodi alternativi. I principali sono:

  1. Corso da remoto: la formazione online può essere gratuita o a pagamento. I programmi didattici che non prevedono alcun costo generalmente durano poche ore e forniscono un’infarinatura di base. Sono molto flessibili e rappresentano una valida soluzione per i principianti che vogliono approcciarsi senza troppi impegni al mondo dell’informatica. Inoltre non viene richiesto nessun obbligo di presenza e le lezioni possono essere seguite comodamente da casa. Il percorso formativo viene suddiviso in corsi ed esercitazioni per velocizzare il processo di apprendimento. L’interazione con gli insegnati facilita inoltre l’assimilazione dei concetti principali e garantisce l’immediata risoluzione di qualsiasi incomprensione. 
  2. Corso in presenza: ci sono anche numerose scuole che propongono dei percorsi didattici per chi vuole iniziare a programmare. Non sono flessibili e le lezioni possono essere seguite solo in sede. Nella maggior parte dei casi i corsi sono principalmente serali e per questo durano molto più a lungo rispetto ai corsi online. Chi vuole raggiungere in poco tempo un discreto livello di preparazione deve dunque prendere in considerazione un percorso intensivo.
  3. Apprendimento da autodidatta: opzione molto gettonata in ambito informatico. Tanti programmatori hanno appreso infatti le nozioni di base studiando nel tempo libero. Il periodo necessario per ottenere una buona padronanza della materia dipende ovviamente da fattori come capacità e disponibilità. Il problema principale è costituito invece dalla mancanza di un processo di autovalutazione che sia in grado di attestare il livello raggiunto. Senza docenti non si può consultare nessuno e ogni difficoltà deve essere risolta in maniera autonoma. 

Cosa valutare se si sceglie un corso di programmazione?

Il metodo tradizionale per eccellenza è rappresentato invece dall’iscrizione ad un corso universitario. Il percorso accademico fornisce tutto il supporto teorico necessario per programmare, ma richiede molto più tempo e per questo molti preferiscono scegliere altre strade. La scelta del corso migliore dipende da alcuni fattori chiave come:

  • La durata: non è possibile quantificare il tempo necessario per assimilare nuove informazioni. Quando si vuole iniziare a programmare partendo da zero le ore dedicate allo studio devono essere bilanciate da quelle dedicate alle esercitazioni. L’attività pratica è fondamentale per tutti i principianti che non possiedono un’infarinatura di base e vogliono ottenere dei risultati in poco tempo. In un anno si possono apprendere i principali concetti teorici e le tecniche necessarie per padroneggiare almeno un linguaggio di programmazione. È impensabile raggiungere un buon livello di preparazione in meno di questo tempo data la complessità dell’argomento.
  • Il programma: gli argomenti principali del corso possono essere utilizzati come dei parametri di valutazione. JavaScript, HTML, CSS3, Python, e Java sono alcuni dei linguaggi principali che non possono assolutamente mancare in un programma didattico.
  • La post-formazione: la possibilità di ottenere un impiego al termine del percorso formativo è un fattore da non sottovalutare. Alcuni corsi prevedono infatti anche dei tirocini per semplificare la ricerca di un impiego. Il supporto post-formazione è un fattore determinante per la scelta finale e di sicuro rappresenta un’ottima soluzione per iniziare a lavorare come programmatore.

Questi elementi possono essere molto utili, ma la decisione finale dipende sempre dal tempo che ognuno può dedicare allo studio e dagli obiettivi che si intendono raggiungere. Questo settore è potenzialmente illimitato e offre numerose opportunità professionali, ma l’importante è specializzarsi in una determinata area per trovare lavoro più facilmente. 

come iniziare a programmare

I principali linguaggi per iniziare a programmare sono 5:

Java

Java è un linguaggio web, quindi uno di quei linguaggi che serve a sviluppare la parte del sito che l’utente non vede, come sistemi di pagamento o di registrazione. Java è senza dubbio il linguaggio più usato dalle aziende e quello con più offerte di lavoro nel settore della programmazione, non è un linguaggio facile da imparare, è complesso e ci vuole tempo e dedizione, ma è senz’altro una scelta valida.

Python

Python è senza dubbio un linguaggio molto utilizzato nello sviluppo web, ma regna padrone nell’ambito scientifico, viene utilizzato soprattutto per l’analisi dei dati e per il machine learning. Se puntate a trovare lavoro nel settore scientifico Python è un’opzione davvero interessante, anche se in ambito web Java rimane più ricercato dai recruiter. Uno dei punti favorevoli di Python è che è più facile da imparare soprattutto all’inizio, quindi di solito per chi non ha alcuna base di programmazione è una buona scelta per iniziare.

Javascript

É senza dubbio il linguaggio più utilizzato in assoluto perché può essere utilizzato sia nel front end che nel back end. Nel front end può essere utilizzato per creare animazioni per fare un’infinità di cose. Con javascript sono stati costruiti diversi framework, tra i più famosi abbiamo Angularjs e react che sono senza dubbio i framework più ricercati e più utilizzati in ambito front end. Con Javascript però non si sviluppa solamente il front end, infatti viene utilizzato anche nel back end con Node.js, linguaggio nato una decina di anni fa. Node.js è stato creato per competere con i linguaggi back end più diffusi come quelli che abbiamo visto prima. Javascript è consigliato se avete innanzitutto interesse nel front end, ma anche se volete diventare dei full stack developer. 

HTML e CSS

HTML e CSS non sono veri e propri linguaggi di programmazione, ma qualunque sito voi vedete sul web è composto da html e css. Se volete intraprendere la strada nel front end o del back end avere delle basi su CSS e HTML è indispensabile, se poi vorrete continuare con la strada del front end allora dovrete andare ad approfondire CSS.

Conclusione

In una realtà sempre più digitalizzata una specializzazione nel settore della programmazione semplifica la possibilità di trovare un impiego. Le opportunità professionali sono numerose e anche un principiante può ottenere una discreta preparazione per iniziare a programmare da zero. Un corso può essere molto utile per acquisire le competenze necessarie per la realizzazione o la gestione di un software. In alternativa si possono consultare dei forum online o seguire il classico percorso universitario. Le principali realtà imprenditoriali hanno bisogno di esperti informatici e con la diffusione dello smart working sono aumentate anche le richieste di lavoratori freelance. Con costanza, impegno e abnegazione si possono raggiungere dei discreti risultati anche in meno di un anno. Ecco perché in molti hanno intravisto nella programmazione una possibilità per migliorare la propria condizione economica, arricchire il curriculum o attuare un progetto personale.

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