Come diventare podcaster: consigli da un’esperta

by Arturo Giampieri

Come diventare podcaster: consigli da un’esperta

Introduzione

Se ti chiedi come diventare un podcaster, sappi che negli Stati Uniti dove ormai i podcast contano milioni di visualizzazioni e stream, i podcaster sono considerati allo stesso livello degli speaker radiofonici. Tanto per dare un’idea della portata del fenomeno, Joe Rogan, il celebre commentatore dell’UFC, ha recentemente chiuso un accordo da più di 100 milioni di dollari con Spotify, che voleva l’esclusiva del suo podcast “The Joe Rogan Experience”.

Cosa cambia tra un podcast ed ascoltare la radio?

Se con la radio parliamo a molti e ci interfacciamo con un pubblico che ascolta in diretta, con il podcast invece chi ci ascolta sceglie specificamente la nostra puntata, lo fa da solo e nell’orario che desidera. Possiamo quindi dire che i podcast stanno alla radio come Netflix sta alla televisione, l’ascoltatore ha infatti totale libertà di scelta su cosa ascoltare e può andare a cercare contenuti specifici ai suoi interessi.

Un discorso a parte va fatto per i branded podcast, che negli ultimi anni vengono sempre più utilizzati dalle aziende come strumento per promuovere il brand e trasmettere i valori dell’azienda. Nel caso dei branded podcast è molto importante per il podcaster riuscire ad amalgamare la narrazione con l’aspetto commerciale, senza fare semplice pubblicità, ma interessando e intrattenendo l’ascoltatore.

In Italia le cose arrivano sempre in ritardo rispetto agli States, ma questa può essere un’occasione per trasformare la tua passione per l’audio in un vero e proprio lavoro. Se ti stai interessando a questo mondo e vorresti saperne di più, riporto qui alcuni spunti dell’intervista che abbiamo fatto con Rossella Pivanti, la quale ha iniziato la sua carriera come screenwriter, per poi entrare nel mondo della radio e passare infine al podcast. Rossella è una podcaster professionista: oggi collabora con innumerevoli brand ed è diventata un punto di riferimento in Italia nell’ambito dei branded podcast. Al suo lavoro di creazione di contenuti per le aziende affianca anche progetti personali come “Be my diary”, un podcast autobiografico incentrato sul tema della vulnerabilità e della fragilità umana. 

Dopo aver collaborato con Rossella per la creazione del nostro corso sul podcasting abbiamo deciso di farle qualche domanda su come avviare un podcast di successo partendo da zero, andiamo a vedere i punti principali che abbiamo toccato. 

come diventare podcaster

Quali skill sono necessarie per diventare podcaster?

Quella del podcaster è una professione con tre anime distinte.

Bisogna saper scrivere i contenuti ed un piano editoriale, quindi è importante avere competenze di storytelling o di sceneggiatura. C’è poi il discorso dell’audio e qui, a seconda di quanto si vuol essere tecnicamente raffinati, ha senso formarsi delle competenze forti sul suono e la post produzione. Un altro elemento importantissimo è quello della lettura dei dati dei nostri podcast e del saper fare marketing: è fondamentale infatti per la figura del podcaster, conoscere i modi migliori per promuovere i propri contenuti e saper leggere i dati dei progetti che si realizzano. 

Cosa sono i branded podcast (e perché possono essere un’ottima risorsa per il podcaster)

Questa è l’intervista integrale che abbiamo realizzato con Rossella Pivanti

I podcast creati per raccontare un’azienda e comunicarne il valore, senza essere necessariamente contenuti di vendita diretta, vengono definiti branded podcast.

Questa tipologia di contenuti, oltre ad essere una fonte di guadagno significativa per i podcaster, rappresentano un un’occasione per crescere tecnicamente ed espandere il proprio network. 

Secondo Rossella, una delle parti più complicate di fare un branded podcast è raccontare i valori più alti dell’azienda con cui si collabora senza concentrarsi solo sul prodotto.

Saper fare un branded podcast significa anche negoziare col committente e trovare il giusto compromesso tra il lato commerciale e la narrazione. A volte è molto complesso convincere un brand a collaborare con noi, ma è importante essere pazienti e non arrendersi. 

Bisogna far passare il messaggio che sono la storia, le persone e i valori il miglior prodotto dell’azienda che si sta affidando a noi. Quando inizia a collaborare con un nuovo cliente, Rossella chiede sempre ai referenti dell’azienda di incontrarsi di persona per vedere con i propri occhi di cosa si occupano e come lo fanno, così da poter avere uno sguardo da esterno sull’azienda, utile per raccontare il valore del brand e del suo lavoro. 

Alcuni esempi di branded podcast

Per spiegare meglio i branded podcast Rossella ci ha voluto portare degli esempi di successo, vediamone qualcuno:

Prime Svolte – MINI

Rossella in questo caso si è occupata della completa scrittura e realizzazione dell’intero progetto.”Prime Svolte” è un branded podcast in collaborazione con MINI sulle prime volte in cui abbiamo preso un rischio, fatto un salto nel vuoto o affrontato una sfida che ci ha fatto crescere come persone. 

“Prime Svolte” è diviso in sette puntate (è da poco uscita anche una seconda stagione) ed è il primo branded podcast in Italia in ambito automotive. Ogni episodio contiene il racconto del superamento di una paura fatto da chi quella paura l’ha affrontata. All’interno delle puntate oltre alle storie si cerca di far scoprire all’ascoltatore la MINI electric, l’auto totalmente elettrica di MINI. L’idea dietro questo progetto è che MINI prima del modello Electric non aveva mai provato a lanciare sul mercato un’auto totalmente elettrica, quindi all’interno del progetto si è cercato di creare un parallelismo tra la prima volta di MINI e la prima volta di chi racconta.

Satisplay – Satispay

Startup, fintech e innovazione, “Satisplay” è diviso in 27 puntate e parla di curiosità e retroscena dell’azienda Italiana che ha rivoluzionato i sistemi di pagamento via mobile. Satispay ha deciso di creare internamente questo branded podcast per mettersi allo stesso livello del pubblico, in quanto il messaggio che si è voluto trasmettere è: Satispay è la banca che tutti possiamo usare. Se un brand vuole fare podcast dovrebbe preferire la creazione di contenuti verticali di qualità rispetto agli interessi della propria target audience, Satispay ne è un ottimo esempio.

Come si fa un podcast di successo?

Per iniziare a creare un podcast la cosa più importante è la promessa che facciamo all’ascoltatore, cioè spiegare chiaramente di cosa parleremo senza dare informazioni fuorvianti. Un aspetto molto importante per chi vorrebbe diventare podcaster e farsi conoscere nel proprio ambito è di non vergognarsi di chiedere interviste ai personaggi più in vista, si sta offrendo a chi parla della visibilità e l’opportunità di raccontarsi. I motivi per rifiutare sono davvero pochi, in ogni caso se dovesse andare male la cosa peggiore che può succedere è di ricevere un rifiuto.

Si guadagna facendo il podcaster?

Anche un progetto personale ci può portare un guadagno, ma, soprattutto all’inizio, non si tratterà di soldi. Una delle cose che si possono ottenere dalla creazione di progetti personali sono le collaborazioni.

“Mi ha contattata l’ufficio del turismo austriaco, che parla in austriaco e quindi non capisce niente del mio podcast e anche del mio sito probabilmente. Gli è piaciuto come suona e mi hanno chiesto di andare in Austria in un bosco a registrare un audio diario per raccontare i boschi austriaci”

Non si può mai sapere chi ascolterà il nostro podcast e le opportunità lavorative che si potrebbero presentare, come è successo a Rossella nel caso dell’ufficio del turismo austriaco e in altre situazioni.

Se ti interessa diventare podcaster e conoscere i modi per promuovere e monetizzare il tuo progetto, nella nostra masterclass sul podcasting abbiamo dedicato un intero modulo alla distribuzione, monetizzazione, marketing ed aspetti legali, così da darti gli strumenti per muoverti in questi mondo.

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L’attrezzatura che ti serve non ti manderà in bacarotta

Molte persone quando si avvicinano al mondo del podcasting pensano che sia necessario avere uno studio di registrazione in casa e le attrezzature più all’avanguardia. Non è così e i costi di startup in attrezzatura non sono una barriera d’accesso a questa professione. 

Nell’intervista che ha fatto con noi, Rossella ha sottolineato più volte come per partire basti un investimento minimo. Non esiste un “miglior microfono per podcast”, ma tutto dipende dalle condizioni nelle quali si deve registrare e dal nostro budget. Durante la nostra chiacchierata Rossella ha raccontato come l’attrezzatura base necessaria ha un costo davvero basso, senza contare che molte cose potresti averle già in casa.

Ad ogni modo nella masterclass Rossella ha trattato con grande attenzione la parte della strumentazione professionale, fornendo innumerevoli linee guida su cosa scegliere in base alle tue vere necessità.

Ma la strumentazione è solo uno degli aspetti del fare podcasting e nella nostra masterclass Rossella ha dato spazio in modo approfondito tutti gli aspetti che concorrono alla realizzazione di una serie Podcast: dallo storytelling, alla pianificazione degli episodi, fino alla realizzazione e messa online il tuo primo podcast. 

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