Per realizzare un MVP esistono strategie che rispondono a diverse esigenze e diversi tipi di prodotto. In questo articolo vi presentiamo un piccolo elenco di metodi per iniziare quindi a sondare il mercato, ricevere i primi feedback e iniziare a fatturare.

Come emerge dalle nostre interviste, bisogna essere in grado di vendere il prodotto e autofinanziarsi fin dalle prime fasi di sviluppo. Eppure...l'idea c'è, il team anche, ma per il fatturato bisogna aspettare che il progetto sia completo, giusto?

E invece no. L'approccio lean si basa sulla creazione di un business sostenibile partendo dall'implementazione di un MVP, un minimum viable product, ovvero un prototipo che presenti solo le caratteristiche minime necessarie. Necessarie a cosa? A risolvere i problemi che abbiamo individuato nei nostri early adopters, i primi clienti a cui ci rivolgeremo. Questi soggetti sono alla ricerca di una soluzione alle proprie necessità, e non la trovano sul mercato attuale. Per questo un MVP, ancora da plasmare e incompleto, ma già “sufficiente”, può essere già venduto e permetterci di raggiungere un duplice obiettivo: monetizzare fin dall’inizio e ricevere feedback che ci aiuteranno a sviluppare il prodotto finale in linea con le aspettative e le richieste del mercato.

Per realizzare un MVP esistono strategie che rispondono a diverse esigenze e diversi tipi di prodotto. Qui di seguito vi presentiamo un piccolo elenco di metodi per iniziare quindi a sondare il mercato, ricevere i primi feedback e iniziare a fatturare. Buona lettura!

1. Landing page

Come racconta Daniele nel suo corso, una landing page è un piccolo avamposto online attraverso il quale le aziende possono iniziare a raccogliere indirizzi email o fondi prima del lancio del prodotto stesso. Si tratta di uno strumento particolarmente adatto per i progetti il cui aspetto innovativo non risiede nella tecnologia ma nei contenuti.

Il principale vantaggio è che richiede una lavorazione veloce: in pochi passaggi, è possibile creare da zero uno strumento che vi permette di capire se c'è gente interessata al vostro prodotto, definire con più precisione il vostro targete iniziare a raccogliere leads che vi torneranno utili per le vostre campagne di marketing.

Shoozy è un esempio di società che ha utilizzato la landing page per ricevere feedback dagli utenti. Per scoprire la sua storia, guardate la nostra intervista.

Sul fronte internazionale, una menzione speciale va a Product Hunt che al suo debutto forniva il suo servizio via mail ed oggi è uno dei maggiori punti di riferimento per le novità in ambito tecnologico e web.

2. Demo video

Supponiamo ora che vogliate lanciare un prodotto altamente tecnologico e innovativo, che per sua natura risultadifficile da spiegare solo a parole. È proprio in questi casi che potrebbe essere utile supportarsi con immagini o, ancora meglio, un demo video.

Come suggerisce il nome, si tratta di un video dimostrativo in cui spiegate le funzionalità del vostro prodotto, i contesti di applicazione e i problemi che risolve. Per essere sfruttato al meglio, le riprese non devono durare più di qualche minuto e il video stesso dev'essere di buona qualità.

Proprio per questo, il costo potrebbe essere un po' più alto di quello per la landing page, a fronte di ottimi risultati, se utilizzato correttamente. Un esempio significativo di azienda che ha utilizzato questa strategia?

Dropbox ancora prima del rilascio aveva diffuso questo video. Come potete vedere, è ben targettizzato sui gusti del segmento di mercato a cui si rivolgeva e spiega in maniera sintetica ma chiara cosa permette di fare il prodotto.

Guardando invece alle startup italiane, troviamo il caso di Tiwi, che voleva di mostrare di poter trasformare qualsiasi storia, anche le più complesse, in video. E se ci sono riusciti con il riassunto di Beautiful in 6 minuti...

3. Il "Mago di Oz"

Immaginate di avere davanti una home page di un e-commerce strutturata perfettamente o un marketplace con la migliore user experience della storia. Fate il vostro acquisto o rispondete al vostro annuncio ed aspettate la risposta automatica del sistema. Ma se il sistema non fosse ancora stato costruito? Eppure, siete riusciti a completare la transazione.

È possibile che vi siate trovati di fronte al metodo "Mago di Oz", in cui la StartUp costruisce un'interfaccia perfettamente realistica ma i processi al di là dello schermo vengono portati avanti manualmente. Si tratta di uno strumento utile per chi vuole partire da un giro d'affari molto piccolo per testare l'effettivoriscontro di alcuni presupposti del business. Insomma, il servizio funziona, ma state aspettando una conferma del mercato prima di implementare la tecnologia che lo terrà in piedi.

Il successo di questa strategia è dimostrato. Prendiamo l'esempio di Zappos, un negozio di scarpe che ha fatto della customer experience la sua caratteristica distintiva. Per farlo, ha creato la sua piattaforma e ha iniziato a proporre a diversi negozi di scarpe di fotografare le loro scarpe, proporle sulla propria piattaforma e di occuparsi dell'invio delle stesse nel caso che qualcuno le avesse volute ordinare.

Una startup italiana che ha utilizzato efficacemente questa strategia è stata SosTariffe, che in una prima fase effettuava a mano il confronto fra piani tariffari, che poi apparivano nelle apposite tabelle all'interno del sito.

4. Concierge

Se invece volete testare il processo di realizzazione del servizio che avete in mente, potreste preferire il metodo concierge, che consiste nell’effettuare manualmente, passo dopo passo, tutti gli step necessari al completamento del servizio, seguendo il workflow che poi verrà automatizzato.

Questo metodo è particolarmente indicato se la tecnologia per la realizzazione del progetto è semplice o se c'è bisogno solo di dimostrare che il mercato è sensibile a quel tipo di esigenza. Tickete lo sa bene: in un primo periodo, la startup si faceva inviare la fotografia degli scontrini via whatsapp, per poi inserire i dati a mano su excel.Questo ha fornito loro la conferma che i clienti erano disposti a fotografare i propri scontrini e quindi ad utilizzare il servizio che avrebbero successivamente fornito.

A livello internazionale, si può parlare di Food on the table, società che si occupa di fornire ricette e liste della spesa basate sulle promozioni del supermercato del quartiere. Il CEO ha passato le prime settimane a recarsi ogni giorno al supermercato di persona per trovare gli early adopters del prodotto o offrire loro le ricette e i servizi previsti nel suo sito, per poi sviluppare il software in un secondo momento.

5. Crowdfunding

È il sistema perfetto per tutti quei prodotti fisici che richiedono una produzione in massa, per quelli molto tecnologici o per gli eventi. In tutti questi casi, l'ideatore ha bisogno dei fondiper poter iniziare la produzione o l'organizzazione.

Come funziona? Si pubblica la campagna sugli appositi siti, si determina la cifra che si vuole raggiungere e si promettono dei rewards, o il prodotto in anteprima, ai privati che decidono di finanziare il progetto. Questo strumento funziona molto bene se associato a un promo video o altre forme di promozione che hanno la possibilità di diventare virali.

Un bell'esempio di questa strategia è stato il crowdfunding di Rockin’1000 per portare i Foofighters in concerto a Cesena attraverso la realizzazione di una performance collettiva di 1000 musicisti.


Fra i vantaggi di questa strategia, c'è il riscontro immediato da parte di potenziali utenti e la possibilità di ricevere finanziamenti anche superiori a quelli richiesti. Con i prodotti di maggior successo, infatti, è possibile che la somma ottenuta a fine campagna sia di molto superiore alla cifra target, come nel caso di Pebble che per il suo E-Paper Watch ha ottenuto 10.266.845 dollari.

Ogni strategia si adatta ad un'esigenza diversa ed ha il potenziale per essere estremamente utile per sviluppare al meglio il vostro prodotto. Fateci sapere nei commenti se ci sono altri modelli che avete utilizzato che trovate particolarmente efficaci!